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Dr. Sergio Formentelli

Commento al Decreto Sirchia


Il decreto Sirchia, emesso nel 2001, pone per la prima volta in Italia delle limitazioni all'uso dell'amalgama dentale.

E' più importante per via delle affermazioni e indicazioni in esso contenute che per l'impatto effettivo delle disposizioni in esso contenute.

(...) Considerato che l'emissione di vapori di mercurio in corso di preparazione degli amalgami dentali preparati in forma libera è suscettibile di compromettere la salute degli utilizzatori e dei pazienti (...)

Questo è un passo fondamentale: viene riconosciuta la pericolosità dei vapori di mercurio, anche se viene ridotta alla preparazione "in forma libera".

(...) Considerato che la sostituzione degli amalgami dentali con altri materiali non è giustificata perché questi non mostrano un livello di sicurezza e durata superiore a quello degli amalgami (...)

Questo è un passo avanti, perchè se da un lato viene affermato che i metodi di otturazione alternativi non sono più longevi, non viene neppure affermato che sono meno longevi, affermazione portata dai sostenitori dell'amalgama.

(...) Considerato che un aspetto che deve indurre cautela è quello dell'esistenza per la popolazione generale di fonti multiple di esposizione al mercurio: alimentazione, ecodispersione, uso di farmaci (...)

Viene così ribadito il principio della prudenza.

Come effetto del decreto, vengono date norme da riportarsi sulle "istruzioni d'uso" rivolte ai medic dentisti.

(..) Le seguenti informazioni devono essere riportate nelle istruzioni per l'uso degli amalgama posti in commercio in Italia: (..)
 

  1. realizzare sempre sotto raffreddamento e isolamento del campo operatorio, la fresatura e la lucidatura dell'amalgama. Isolamento significa utilizzare la diga di gomma durante la procedura, per proteggere il paziente dall'inalamento dei vapori, raffreddamento significa abbondante irrigazione e uso di manipoli moltiplicatori in luogo della turbina. Non viene però menzionato l'altro caposaldo, che è la potente aspirazione.
  2. condensare l'amalgama con i mezzi classici (condensatore manuale) e non utilizzare i condensatori ad ultrasuoni; il condensatore manuale produce meno vapori di mercurio, pur non essendo ugualmente efficace; viene così ribadita in modo indiretto la pericolosità dei vapori di mercurio.
  3. non posizionare l'amalgama dentale in vicinanza di altri restauri metallici, al fine di evitare rischi di corrosione; la corrosione nel caso di polimetallismi porta da una parte ad un aumento della quantità di mercurio rilasciata dall'amalgama, e a un degrado precoce dei manufatti protesisi metallici.
  4. evitare per prudenza la posa e la rimozione dell'amalgama in pazienti con allergia per l'amalgama, gravidanza, allattamento, bambini sotto i sei anni d'età, pazienti con gravi nefropatie (...)


Il decreto Sirchia lascia a metà la soluzione del problema.

Da una parte tutela, giustamente, un sottogruppo di popolazione, sicuramente a rischio, ma dall'altra non affronta il problema degli operatori, sottogruppo di popolazione ad alto rischio per l'esposizione professionale continuata ai vapori di mercurio.

Se ne enuncia la pericolosità, ma non si ha il coraggio, a fronte di questa affermata pericolosità e a fronte dell'enunciato principio di prudenza, di decretarne il divieto totale di commercializzazione e di utilizzo.