Dr. Sergio Formentelli
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Dr. Sergio Formentelli

Incappucciamento diretto


La procedura si è resa necessaria perchè durante la pulizia della carie (1) una piccola porzione di polpa è risultata esposta.
Il tentativo è di conservare la vitalità del dente.
L'alternativa è la terapia canalare (devitalizzazione).

 

 

 

Descrizione dell'intervento:

 

Questo è il modo come lo eseguiamo nel nostro studio.
Viene completata la rimozione del tessuto cariato in modo completo con estrema delicatezza, utilizzando strumenti manuali.

L'asciugatura (2) deve essere delicata, e deve risultare una superificie esposta sana e non più sanguinante (3).

Viene applicata una sostanza a base di idrossido di calcio purissimo (4) nel punto dell'esposizione pulpare, e successivamente viene rivestito con idrossido di calcio fotopolimerizzabile (5).

L'otturazione viene completata nella stessa seduta normalmente con "tecnica adesiva" in composito (6).


La procedura ha maggiori probabilità di riuscita in pazienti giovani.
 

 

Esiti possibili:

 

Successo.

Non si evidenziano problemi: c'è una modica sensibilità a caldo e/o freddo, segno di vitalità della polpa.

Il successo dell'intervento, però, si valuta pienamente dopo un periodo di almeno 5 anni.

Può verificarsi una sensibilità post-operatoria più marcata che si risolve in 2-7 giorni.


Dubbio.

Non si notano segni di vitalità, nessuna sensibiità al caldo o al freddo.

Può verificarsi un successo della terapia o un fallimento.


Fallimento.

Il dente fa male, presenta grande sensibilità al caldo o al freddo.

E' necessaria una terapia canalare (devitalizzazione) e, con molta probabilità, una ricopertura con capsula.


Fallimento.

La polpa dentale "muore" e "marcisce" senza provocare alcun dolore.

Apparentemente, sembra tutto guarito, ma dopo qualche tempo (mesi/anni), il dente gonfia a causa d un ascesso, rendendo indispensabile la terapia canalare, che si svolge in condizioni più difficili.

E' il motivo principale che fa riflettere sul fatto se "rischiare o no".