Dr. Sergio Formentelli
GNATOLOGIA

GNATOLOGIA

IMPLANTOLOGIA

IMPLANTOLOGIA

ORTODONZIA

ORTODONZIA

ORTODONZIA

GRINDCARE

uno

ALTRI ARGOMENTI

Dr. Sergio Formentelli

Lo gnatologo, questo sconosciuto


Se guardiamo le cose dal punto di vista del bruco, ogni filo d'erba ci sembra un albero. Se le guardiamo dal punto di vista dell'aquila, dominiamo le cose dall'alto. E' una metafora per spiegare come ragiona (o dorebbe ragionare) lo gnatologo, che non è un chirurgo maxillo-facciale, e neppure un ortodonzista, ma neppure un dentista generico. Lo gnatologo è un dentista con una preparazione specifica nel campo del funzionamento dell'apparato orale e delle disfunzioni che si creano quando questo corretto movimento viene meno.
Non è detto che i “denti storti” significhino malattia.
Possono essere esteticamente discutibili, ma non necessariamente mal funzionanti

Una cattiva chiusura della bocca, ad esempio, potrebbe derivare dall'antiestetico fenomeno di compenso di una cattiva postura. 

Cattiva chiusura dei denti fra loro significa MALOCCLUSIONE. 

Malocclusione non significa necessariamente malattia.
Il prof. Slaviceck dell'Univertità di Vienna, uno dei miei principali riferimenti culturali, affermava spesso nel suo stentato italiano: “Contadino felice con dieci denti in bocca non avere patologia”.
Con questa frase voleva porre l'accento sulla componente psicologica, determinante nell'insorgere della malattia.
Rimanere con dieci denti significa una grave malocclusione: le arcate non combaciano fra di loro.
Ma l'assenza di stress del contadino “felice” fa si che la malattia stessa, nonostante tutte le condizioni predisponenti, non si scateni. 

gnatologi cuneo 

La condizione di malattia si manifesta con dei sintomi che diminuiscono drasticamente la funzione, o con del dolore.
 

Quali sono questi sintomi?

  • Dolori all'Articolazione Temporo-Mandibolare (ATM), localizzati e spesso confusi con dolori all'orecchio
  • Bruxismo, digrignamento e/o serramento dei denti la notte
  • Acufeni (fischi all'orecchio), vertigini, senso di ovattamento delle orecchie
  • Nevralgia del Trigemino
  • Mal di testa, di varie tipologie
  • Dolori cervicali
  • Tensioni muscolari alla mascella, al collo, alle spalle
dentista gnatologo cuneo 

Non sono sintomi specifici, ma la presenza di alcuni di questi deve far pensare ad un Disturbo Cranio-Mandibolare (DCM). 

Quando la Disfunzione Cranio-Mandibolare si manifesta, son veramente “dolori”.
Sia per il paziente, sia per il dentista generico, che si trova impreparato a gestire una problematica così complessa. 

Serve allora lo gnatologo, ovvero un dentista con una preparazione specifica nel campo del funzionamento dell'apparato orale.
 

Ma chi è lo “gnatologo”?

E' il professionista che mette in relazione i diversi aspetti della Disfunzione Cranio-Mandibolare.
Cerca di capire se è legata principalmente a problemi dell'Articolazione Temporo-Mandibolare, all'assenza di alcuni denti, a restauri protesici inadeguati (ponti o protesi rimovibili consumate o “fatte male”), ad una postura errata, a una terapia ortodontica non eseguita correttamente, ad una condizione di stress o di tensione emotiva particolarmente elevata o ad abitudini viziate. 

Lo gnatologo a volte è un professionista “puro” e non si occupa di altre branche dentistiche.
A volte, invece, è un protesista, un implantologo (come il sottoscritto), un ortodonzista, un chirurgo maxillo-facciale o un cultore di altre discipline.
In sostanza, spesso, è un dentista che si è dedicato con passione a studiare un argomento molto difficile.
 

Perché i denti crescono storti?

Come si arriva ad avere una malocclusione? 

Il fattore genetico è importante.
Le abitudini viziate sono un'altra componente del problema.
L'incuria (del paziente) aggrava la situazione.
Le terapie errate (del dentista) fanno il resto. 

Ovviamente, non tutte le malocclusioni hanno lo stesso rilievo o la stessa capacità di produrre dei sintomi. Vediamo di analizzare sinteticamente le cause di malocclusione sopramenzionate.
 

Il fattore genetico.

Nei primissimi anni di vita si manifesta in pieno.
Ci può essere una tendenza delle ossa facciali a crescere in modo anomalo: la mandibola può crescere troppo o troppo poco, i muscoli possono essere troppo tonici o lavorare troppo poco.
I dentini da latte possono, a volte, interferire fra le due arcate e condizionare la crescita deviando la mandibola.
 

Le abitudini viziate.

L'allattamento al seno per i primi 6-9 mesi è fondamentale per una corretta crescita delle ossa che sosterranno i denti.
Il ciuccio portato oltre i due anni di età, da fattore positivo per la corretta crescita può diventare un elemento negativo.

Sottolineo il condizionale: non è detto che sia un elemento negativo anche oltre i due anni.
Se il bambino, ad esempio, toglie il ciuccio e interpone il pollice, sono disastri!

Meglio il ciuccio anche protratto nel tempo...
Una postura errata durante il lavoro o lo studio può innescare problematiche sia in età scolare che in età adulta.
Una masticazione monolaterale determina uno spostamento dei denti e degli adattamenti funzionali che si ripercuotono anche sulla colonna vertebrale, come ha intuito il dr. Pedro Planas, un altro dei miei principali riferimenti culturali. 

dentisti gnatologi cuneo 
 

L'incuria.

La perdita di denti posteriori è una delle principali cause di malocclusioni che producono sintomi dolorosi (nevralgia del trigemino).
La classica decisione: “Mi fa male un dente, me lo faccio cavare” è una delle peggiori che si può adottare. 

gnatologia odontoiatria cuneo 

Vediamo un altro esempio: accorgersi che i denti superiori del proprio figlio pre-adolescente sono troppo sporgenti e sottovalutare il problema senza consultarsi con un esperto (ortodonzista), significa regalargli un futuro di malocclusione e probabilmente di Disfunzioni Cranio-Mandibolari.
 

Le terapie errate.

Purtroppo, questo è un triste capitolo che sposta la responsabilità dal paziente all'operatore di salute.
Vediamone alcuni esempi.
Un ponte eseguito “troppo basso”, ossia che non tocca con l'altra arcata, è inessitente dal punto di vista dell'equilibrio funzionale della bocca.
Estrarre un dente senza proporre la sua sostituzione è, a parte alcuni casi ben precisi, l'origine di un processo che porta alla malocclusione.
Estrarre i denti da latte precocemente senza mettere un mantenitore di spazio, significa predisporre il bambino a un sovraffollamento della dentatura definitiva, perché si chiudono gli spazi.
Una cura ortodontica che riporta i “denti dritti” in una persona in cui i “denti storti” rappresentavano un adattamento funzionale di gravi problematiche alla colonna vertebrale significa mandarlo in scompenso con un probabile peggioramento della patologia alla schiena.
Allestire una protesi fissa circolare su impianti (un lavoro importante quindi, con notevole impegno economico) senza curare con attenzione i movimenti della mandibola durante la masticazione è in grado di provocare dolori all'Articolazione Temporo-Mandibolare (ATM) o cedimento strutturale degli impianti stessi.

Questi sono solo degli esempi, ma spero che possano chiarire la complessità della materia. 
 

Ma allora, cosa si può fare?

La prima risposta si riassume in una sola parola: TERAPIA INTERCETTIVA.
Significa intervenire per “intercettare” il problema prima che si manifesti.
Quando?


Il prima possibile.
A volte, a 3-4 anni, è sufficiente limare un pochino la punta di un canino da latte per eliminare una pericolosa interferenza che condiziona la crescita della mandibola rendendola asimmetrica.
Un intervento, in sostanza, di 30 secondi che può evitare una lunga e costosa cura ortodontica!
E succede molto più spesso di quanto si possa pensare! 

Terapia intercettiva significa anche intervenire prima del termine della crescita cranio-facciale (durante il picco di crescita della pubertà).
Un dispositivo ortodontico funzionale (in genere rimovibile) permette di correggere le abitudini viziate e i malfunzionamenti della muscolatura.
In altri termini (semplificando), in questa fase ci si occupa delle ossa, e non dei denti storti.
Modificando la posizione delle ossa, i denti modificano la loro posizione.
Si tratta di una vera e propria “ortopedia dento-facciale”.
Superato questo termine, quando le ossa della faccia non crescono più, si potranno solo spostare i denti su una base ossea che potrebbe non essere corretta, cercando il migliore compromesso possibile.
Dove questo compromesso ortodontico non fosse raggiungibile, sempre che cli9nicamente ci sia la necessità di corregerlo, lo si potrà ottenere con un intervento di chirurgia maxillo-facciale. 

Ma veniamo all'età adulta.

Innanzitutto occorre fare una diagnosi. 

Occorrono in sostanza poche cose.
Una VISITA, una PANORAMICA e un CERVELLO con l'interruttore posizionato su "ON" (cervello dello gnatologo, cosa tutt'altro che scontata).

A volte serve una misurazione strumentale notturna del bruxismo (elettromiografia).

QUASI MAI occorre la RMN (Risonanza Magnetica Nucleare), la stratigrafia, la TAC dei condili, l'elettromiografia diurna, l'analisi posturale o altre diavolerie.

Alla diagnosi segue una terapia gnatologica.
Potrebbe essere allestito un bite o essere necessario il molaggio selettivo di alcuni denti.
Spesso vanno rimpiazzati gli elementi dentari andati persi con degli impianti o con altre tipologie di protesi.
A volte, POCHE VOLTE, è necessaria una terapia ortodontica o anche chirurgica. 

Questo è il lavoro dello gnatologo.
Ha una visione generale della situazione orale disfunzionale, e coordina l'intervento di diverse figure professionali. 

malocclusione 

Non necessariamente un ortodonzista o un chirurgo maxillo-facciale è uno gnatologo.
Ma uno gnatologo deve conoscere le altre figure professionali ed avere una visione olistica dell'organo masticatorio che è inserito nel corpo umano. 

Anche se spesso, troppo spesso, i dentisti si dimenticano che al di là dei denti c'è qualcos'altro. 

Per concludere, un omaggio a due grandi maestri, il prof. Rudolf Slavicek e il prof. Pedro Planas. 

prof. Rudolf Slavicek prof. Pedro Planas