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Dr. Sergio Formentelli

Odontoiatria sociale


Le cure odontoiatriche costano.

Parecchie persone, in costante aumento in tempi di crisi economica, non possono permettersi di pagarne il costo.

La sanità pubblica odontoiatrica non ha sviluppato adeguate strategie di odontoiatria sociale.

Le risorse economiche disponibili, in costante diminuzione, non sono utilizzate per cure di base a persone indigenti.

Gli ambulatori pubblici impongono in genere tempi di lavoro troppo stretti, con la conseguenza di erogare prestazioni "della mutua", dove il termine non sta certo a indicare una sufficiente qualità.

A questo punto viene in mente, in modo quasi automatico, il famoso film del 1970 con Alberto Sordi, "Prof. Dott. Guido Tersilli, primario della clinica Villa Celeste delle Piccole Ancelle dell'Amore Misericordioso convenzionata con le mutue".

 

Ma allora cosa si può fare in concreto?

Il primo passo indispensabile è la prevenzione.

E' il vero modo di fare odontoiatria sociale.

 

La soluzione di cercare dentisti più economici non è la migliore.

Low-cost significa troppo spesso low-quality, e di conseguenza low-longevity del restauro, e costi più alti per il paziente.

 

Si può fare odontoiatria sociale anche negli studi privati?

Sì: a patto di chiarire bene il significato.

Se odontoiatria sociale deve significare una protesi eseguita velocemente con materiali di scarsa qualità e scarsissima precisione, direi assolutamente di no.

Se significa scelta di tecnologie semplificate eseguite a "regola d'arte" direi di si.

Esempi:

E' odontoiatria sociale ancorare a quattro impianti uniti fra di loro mediante elettrosaldatura orale una dentiera inferiore "ballerina" senza rifarla, se idonea.

NON E' odontoiatria sociale utilizzare, ad esempio, due impianti di dimensioni ridotte (miniimpianti), che verosimilmente funzioneranno per pochissimi anni.

Certo, la spesa è forse la metà, ma sarebbero soldi buttati.

 

E' odontoiatria sociale intervenire con un apparecchio funzionale nei bambini per risolverne i problemi di crescita facciale: massimo risultato con minima spesa.

E' odontoiatria sociale utilizzare alcune soluzioni tecnologiche di implantologia elettrosaldata che hanno permesso a molte persone di restaurare la bocca in tutta sicurezza con una economica protesi fissa in resina.

Non ancora una implantologia per tutti, ma non più una implantologia per pochi.

 

E' odontoiatria sociale aderire all'accordo ANDI-Ministero della Salute, che offre alcune prestazioni determinanti a costi calmierati (e non remunerativi per il dentista) per venire incontro a fasce vulnerabili della popolazione.

 

Potrei fare tanti altri esempi, ma penso siano sufficienti.

 

Non è invece odontoiatria sociale buttare giù una otturazione senza pulire bene dalla carie, o sacrificando troppa dentina sana pur di "fare in fretta", impiegandoci 10 minuti anziché in 3/4 d'ora, e farla pagare la metà.

E' solo odontoiatria "fatta male", cosa molto ma molto diversa.

Sicuramente è molto remunerativa per il dentista nonostante il costo molto contenuto.

 

Il volontariato è un'altra risorsa per odontoiatria sociale

E' odontoiatria sociale utilizzare una parte del proprio tempo in forma gratuita con associazioni organizzate come l'Associazione Smile Mission onlus, o in ambulatori sociali in Italia, come quello dell'Associazione Orizzonti di Pace di Cuneo o la Protesi Gratuita di Torino, o aderendo, nel proprio studio, ad alcuni protocolli di intervento come quello stilato dall'Associazione ligure (da poco attiva anche nel veneto) Arké onlus.

Molti dentisti prestano parte del loro proprio tempo curando gratuitamente persone in difficoltà, in silenzio e senza clamore.

Dietro ogni camice c'è un normale uomo, con la sua propria e personale sensibilità sociale.

 

Le organizzazioni citate sono solo alcune di quelle operanti nel settore, che conosco direttamente per serietà.

 

Ritengo sia dovere etico di ogni persona al di là di ogni credo religioso o di ogni attività lavorativa o status sociale, operare in favore del suo fratello in difficoltà.