Bruxismo: trattazione
La medicina oggi ha una visione sempre più specialistica e settoriale.
I disturbi del sonno, fra i quali trova spazio il bruxismo, sfugge necessariamente a questa impostazione integrando le diverse competenze.
Dormire bene è una faccenda troppo importante per la salute per essere affrontata in modo parziale o ristretto.
DEFINIZIONE DI BRUXISMO:
Malattia del movimento del sistema masticatorio che comprende il serramento ed il digrignamento dei denti e caratterizzata da movimenti periodici e stereotipati. (American Sleep Disorders Association)
Può verificarsi durante il sonno (serramento o digrignamento) o durante la veglia (per lo più serramento).
Il termine bruxismo è quindi comprensivo di tre tipi di fenomeni: il SERRAMENTO e lo STROFINAMENTO dei denti, qui schematicamente descritto:
- il SERRAMENTO dei denti è un disturbo dovuto prevalentemente alla gestione dell'ansia, dello stress o della rabbia, nell'esatto ordine di importanza citato,
- lo STROFINAMENTO dei denti, o DIGRIGNAMENTO, è legato al sonno dovuto essenzialmente a fattori intrinseci del sistema nervoso centrale.
- la CONTRAZIONE DEI MUSCOLI SENZA CONTATTO DENTALE è la più micidiale di tutte, ed è anche questo a origine psico-sociale.
Questi tre fenomeni possono inoltre verificarsi durante la veglia e/o durante il sonno.
FATTORI OCCLUSALI
Per decenni è stata indentificata nella malocclusione una delle più importanti cause di bruxismo, ma i due fenomeni sono completamente slegati fra loro.
Oggi è accertato che NON C'E' NESSUNA RELAZIONE fra malocclusione e bruxismo, e l'ipotesi occlusale è ormai definitamente tramontata e relegata ai libri di storia dell'odontoiatria.
I denti, in sostanza, sono le vittime, non la causa del bruxismo.
FATTORI CENTRALI (DIGRIGNAMENTO)
Per molti versi siamo ancora nella condizione degli antichi esploratori che si trovavano ad affrontare la "terra incognita", navigando su mappe tracciate dagli esploratori che li avevano preceduti.
Il ruolo del sistema dopaminergico è ormai accertato: la somministrazione sperimentale di L-dopa riduce il bruxismo.
Ma un deficit dei circuiti dopaminergici sono implicati anche nelle tipiche mioclonie del morbo di Parkinson.
Ci sarà ancora da studiare su questi aspetti e su quelli correlati.
Oggi sappiamo che circa 7 minuti prima dell'episodio di digrignamento dei denti si attiva un'area dei nuclei del cervello e comincia una catena di “comandi” che culmina alcuni istanti prima prima della contrazione muscolare in una variazione della frequenza cardiaca.
FATTORI PSICOLOGICI
Hanno un indubbio ruolo, in particolare riguardo al serramento dei denti e alle manifestazioni di bruxismo durante la veglia..
Il suo ruolo nella genesi del bruxismo è sotto studio in questi anni, e accresce sempre più la sua importanza.
Un supporto psicoterapeutico, o un approccio a tecniche di rilassamento e gestione dell'ansia e/o dello stress, come Dinamica Mentale Somatopsichica ( www.accademia-europea.com/cosa-facciamo/dinamica-mentale-somatopsichica ), Training Autogeno, Meditazione o altre ancora, sono sicuramente un validissimo aiuto.
Dinamica Mentale è uno strumento che conosco da diversi decenni e che mi ha "cambiato la vita", e l'Accademia Europea C.R.S. Idea che lo propone è una associazione no-profit estremamente seria con una lunga storia.
BRUXISMO INFANTILE
Il fenomeno è frequente e spesso transitorio, con picchi tra i 3-6 e gli 8-12 anni.
Nella maggior parte dei casi si limita a rumori notturni senza dolore e non richiede cure immediate.
Va monitorato se l’usura dentale è lieve e il sonno è tranquillo, mentre serve intervenire se compaiono russamento, respiro orale, sonnolenza diurna, dolore mattutino o usure marcate.
Può essere legato a ipertrofia adeno-tonsillare.
Potrebbe essere una spia di un disagio psicologico non manifestato, anche come spia o sospetto di una situazione di violenza o di abuso.
Ho allestito una scheda apposita sull'argomento.
RECENTI CONOSCENZE CORRELATE ALLA SINDROME DELLE APNEE NOTTURNE (O.S.A.S.)
Russamento e apnee del sonno sono correlate al bruxismo.
Ho allestito una scheda apposita per trattare tale argomento.
RECENTI CONOSCENZE CORRELATE ALL'IPERACIDITA' GASTRICA
bruxismo e iperacidità gastrica (GERD, reflusso gastro-esofageo) hanno legami reali, anche se non sempre lineari. In una scheda apposita ho descritto l’essenziale “clinico”, analizzando cosa è abbastanza solido in letteratura e come usarlo nella pratica.
La diagnosi del bruxismo.
Fino a poco tempo fa non disponevamo di nessuno strumento di misurazione del fenomeno, escludendo le registrazioni effettuate nel laboratorio del sonno.
Oggi non è più così: oggi disponiamo di strumenti domiciliari per misurarne l'entità.
Bruxoff è uno strumento italiano (torinese) studiato specificatamente per mettere in rilievo il bruxismo del sonno e correlarlo all'alterazione della frequenza cardiaca dell'episodio di digrignamento.
Un utile strumento quasi completamewnte sostituito nella mia pratica professionale dal più interessante Dia-Bruxo.
Dia-Bruxo è un recente strumento diagnostico (ligure, ideato e studiato per un decennio dal dr. Noveri) che misura l'attività muscolare del massetere per 24 ore. E' l'UNICO strumento, oggi 2022, che può indagare con precisione il bruxismo della veglia. Da quando lo uso si è aperta una finestra finora sconosciuta sul bruxismo diurno.
Vediamo ora i segni clinici e i sintomi che ci devono fare sospettare di bruxismo:
- Dolore all'ATM (Articolazione Temporo-Mandibolare)
- Usura dentale
- Ipersensibilità dentinale
- Rumori durante il sonno riferiti da un'altra persona
- Cefalea
- Ingrossamento dei muscoli mascellari
- Mobilità dentali non giustificate da fattori occlusali o paradontopatia da scarsa igiene orale
- Sensazione di "non riposare" durante il sonno
- Sensazione di "affaticamento" della mandibola
- Tensioni muscolari cervicali.
- Impronta dei denti sulla lingua o sulla guancia (Linea Alba)
- Frequente frattura di denti e/o di corone
Le informazioni raccolte dal partner non sono in genere affidabili; le abrasioni dentinali possono avere altre cause, ma comunque nulla ci dicono a quando risalga questa usura.
L'ipersensibilità dentinale può essere dovuta a cause esclusivamente dentali, i dolori all'ATM possono avere cause esclusivamente occlusali, senza componente di serramento o digrignamento del bruxismo.
Nessuno dei segni clinici elencati è specifico per il bruxismo.
Quindi?
Servono MISURAZIONI.
La polisonnografia domiciliare.
Nulla potrò però dirci sul bruxismo diurno.
Vediamo a sinistra come sono fatti questi "polisonnografi" (quelli più piccoli, giusto per non spaventare nessuno)...
Questo esame è fondamentale per una diagnosi dei disturbi del sonno più gravi, come le apnee ostruttive notturne legate al russamento.
I parametri monitorabili sono molti, e vengono scelti, caso per caso, quelli determinanti per effettuare la diagnosi.
Abbiamo parlato di segni clinici.L'abrasione dentale, sia che si manifesti al colletto dei denti, come nella prima immagine, sia che si manifesti come usura della superficie masticante, è uno dei segni più frequenti.
Un altro è il dolore che si manifesta subito dietro l'orecchio, ma che un realtà proviene dall'ATM (Articolazione Temporo-Mandibolare).
Abbiamo citato la anormale mobilità dentale.
Una mobilità non giustificata da malattia paradontale o da anomalie di posizione.
Sono strumenti molto più leggeri che interferiscono minimamente con il ciclo del sonno.
Sono strumenti dedicati, che effettuano poche misure rispetto a quelli più complessi polisonnografici, ma comunque misurazioni sufficienti a porre, nella maggior parte dei casi, una diagnosi..
Oggi la miniaturizzazione ha però permesso una ulteriore riduzione delle dimensioni del sensore, e uno in particolare è diventato fondamentale: il Dia Bruxo, a cui dedico una scheda a parte.
PERCHE' curare il bruxismo?
Non tutti i bruxismi vanno contenuti.
E' meglio infatti usare la parola "contenuti" piuttosto che "curare".
Una vera e propria cura del bruxismo non esiste; esistono invece delle strategie di contenimento.
La prima terapia è non fare nulla, lasciar passare il tempo.
Sembrerebbe paradossale, ma è così.
Come già rilevato precedentemente, il fenomeno decresce considerevolmente con l'età, e quindi con i naturali processi di invecchiamento il fenomeno ha buone probabilità di scomparire da solo.
Dopo però aver spesso devastato l'apparato orale, provocato decenni di sofferenze, o distrutto il prezioso (e costosissimo) lavoro dei più bravi dentisti.
Non c'è protesi che abbia speranze di resistere a lungo ad un forte digrignatore o ad un forte serratore.
La seconda terapia, la più conosciuta, la più praticata, è l'allestimento di placche occlusali (bite).
Ma non c'è nessuna evidenza scientifica di una loro efficacia, come afferma Macedo (uno dei massimi conoscitori mondiali della materia) in una importantissima revisione della letteratura scientifica condotta secondo i più alti standard di appropriatezza (*).
Però le placche “funzionano”, purché siano rigide.
Mettono la bocca in condizioni di muoversi meglio, rilassano la cervicale, attenuano il mal di testa, proteggono la dentatura; per usare una immagine efficace, permettono alla bocca di "bruxare meglio".
(*) Macedo, Silva, Machado, Saconato, Prado: Occlusal splints for treating sleep bruxism (tooth grinding). Cochrane Database of Systematic Rewiews 2007, Issue 4. Art. No.: CD005514.
La terza terapia è l'igiene del sonno, una serie di accorgimenti volti a dormire meglio.
Poi ci sono ancora altre terapie, ma che starebbero bene del capitolo “orrori”: parlo della terapia farmacologica e della terapia con tossina botulinica.
Vediamo ora un po' più da vicino queste terapie.
Il principale e più visibile effetto dell'attività digrignatoria prodotta dai muscoli è l'usura dentale .
Può essere generale, di una parte della bocca, o limitata a uno o due denti.
Può essere una usura della superficie masticante, o della superficie vestibolare dei denti, la parte più visibile alle altre persone.
L’usura dentale può comportare problemi alla vitalità dei denti: può esserci sensibilità agli stimoli termici , e la polpa può andare in necrosi.
Possono verificarsi fratture dei denti o fratture dei preziosi (e costosi) restauri del dentista.
Un altro grave effetto del bruxismo è la malattia paradontale .
Il trauma meccanico indotto dall'attività muscolare può portare ad aggravare, spesso in modo determinante, la distruzione causata dal tartaro e dalla placca dentale.
Non è raro osservare persone bruxiste affette da malattia paradontale con buona igiene orale.
Le forze eccessiveche si scatenano durante la parafunzione, in caso di concomitante appoggio dentale non corretto (malocclusione) può portare ad un rapida mobilità, e quindi precoce perdita, di uno o più denti.
Questo provocherà inevitabilmente un aggravamento della malocclusione, e il bruxismo, che ovviamente nel frattempo non sarà migliorato, instaurerà un circolo vizioso che porterà ad una
precoce generalizzata distruzione dell'apparato orale .
Un terzo effetto della parafunzione è la disfunzione dell'Articolazione Temporo-Mandibolare .
L'anomala sollecitazione muscolare si può infatti scatenare nel punto in cui la mandibola è collegata al resto del cranio, comprimendo l'articolazione, usurandola precocemente (artrosi).
Il sovraccarico articolare produrrà inoltre dolore, in quanto il condilo mandibolare andrà facilmente a schiacciare il cuscinetto retrodiscale, che è riccamente innervato dai rami della 3a branca del trigemino.
La diagnosi che verrà fatta sarà, verosimilmente, quella di:
" nevralgia del trigemino "
termine puramentre descrittivo che non dice nulla sulla sua causa.
Causa che non poche volte, è il bruxismo.
Un'altra diagnosi che viene spesso fatta è quella di
"cefalea muscolo-tensiva".
In sostanza un mal di testa derivante da tensioni muscolari derivanti in molti casi, almeno in parte, dal bruxismo.
I dolori cervicali sono spesso dovuti anche loro a tensioni muscolari.
Dovuti al bruxismo, in altre parole.
Il paziente maloccluso, bruxista in particolare, spesso non è riconosciuto dal medico.
Spesso si trascina da uno specialista all'altro, dal neurologo all'ortopedico, fino allo psichiatra.
Vittima di un sonno disturbato e inefficace, sprofonda facilmente nella depressione, e viene "curato" con psicofarmaci che sovente peggiorano la sua condizione.
Nessuno gli ha mai detto, probabilmente, che tutti i suoi disturbi potrebbero derivare in larga misura dalla bocca.
Nessuno gli ha mai parlato dello gnatologo.
A volte neppure il medico di Medicina Generale sa che esiste questa figura professionale, e lo confonde spesso con il Chirurgo Maxillo Facciale.
Risalire la china si può.
E' lento, difficile, ma si può fare.
Per prima cosa, non bisogna sospendere di colpo l'eventuale assunzione di antidepressivi, ma
occorre ridurre l'entità
dell'attività muscolare bruxistica.
COME?
L'approccio terapeutico è molteplice e articolato; va studiato caso per caso.
Possono essere seguite queste direttrici terapeutiche , variamente articolate fra loro:
Cambiamento di abitudini .
La prima prescrizione è la più semplice, la più logica, ma probabilmente la più difficile da attuare.
Alcune sostanze non farmacologiche possono indurre ii bruxismo; la cosa più logica da fare, di conseguenza, è astenersi dal loro consumo.
Si tratta di sostanze attive sul sistema nervoso centrale o che alterano lo stato mentale, come la cocaina, l'extasy, l'alcool.
Anche il fumo di sigaretta e l'abuso di caffé andrebbero evitati.
Le abitudini alimentari dovrebbero cambiare: la cena dovrebbe essere leggera.
Bite rigido .
E' sia un presidio terapeutico, che un dispositivo per limitare i danni dell'usura dentale.
E' ancora fondamentale, soprattutto nelle forme in cui è presente anche una malocclusione delle arcate dentali.
La sua funzione è protettiva nei confronti dei denti e dei restauri protesici, ma è anche in grado di ridurre, in una certa misura, l'entità della contrazionre muscolare.
E' un dispositivo costruito su misura dal laboratorio odontotecnico.
Bite morbido o semirigido .
Sono in genere poco efficaci, ma soprattutto sono inutili, se non dannosi, in presenza di malocclusione.
Non poche volte peggiorano il bruxismo, pur proteggendo in una certa misura dall'usura e dal sovraccarico dentale.
Possono essere costruiti su misura, ma esistono in commercio dei dispositivi preformati o presagomati.
Farmaci .
Alcuni farmaci, soprattutto andidepressivi, come ad esempio il Prozac, sono in grado di scatenare frequentemente (nonostante i foglietti illustrativi del farmaco sostengano il contrario) crisi di bruxismo, mentre altri sembrano in grado di diminuirlo.
Altri farmaci, come le benziodiazepine e alcuni antiepilettici, si dimostrano invece efficaci.
Pur essendo quella farmacologica una terapia praticata e codificata dalla letteratura scientifica nei casi di cefalea muscolo-tensiva, usata soprattutto dai neurologi e dai neuropsichiatri, non rappresentano, a nostro avviso, una terapia valida in primo approccio per la patologia muscolo-tensiva e per il bruxismo, a causa dei pesanti effetti collaterali e dei rischi a cui espone il paziente.
Farmaci favorenti il bruxismo:
Paroxetina (Seroxat, Sereupin)
Fluoxetina (Prozac, Symbyax, Sarafem)
Fluvoxamina (Dumirox)
Sertralina (Zoloft)
Venlafaxina (Efexor e Faxine)
Duloxetina (Cymbalta)
Aloperidolo (Aloperidin, Bioperidolo, Serenase)
Levodopa, Melevodopa (Sirio) alla sospensione
Da notare che non poche volte questo effetto collaterale del farmaco NON E' RIPORTATO sul foglietto illustrativo!
Farmaci terapeutici per il bruxismo:
Benzodiazepina e derivati (Valium, Ansiolin, Tavor...)
Carbamazepina (Carbatrol, Tegretol)
Tossina botulinica .
Alcuni studi hanno evidenziato come il bruxismo possa essere controllato medianti iniezioni di botulino, da eseguirsi un paio di volte l'anno.
Dati i rischi di questo trattamento e gli effetti collaterali, andrebbe riservato alle persone con bruxismo grave che non hanno risposto ad altri trattamenti.
Supporto psicologico .
E' un aspetto importantissimo della terapia.
Può essere un supporto psicoterapeutico in alternativa o in aggiunta a quello farmacologico, o un supporto mediante tecniche di psicologia applicata mirante alla gestione dello stress.
Lo psicologo (non lo psichiatra, figura diversa con altre competenze) può quindi essere considerato lo specialista di riferimento, come può essere utile la frequenza a corsi di tecniche di psicologia applicata come la già citata Dinamica Mentale o Training Autogeno, a tecniche di Meditazione e controllo del respiro, Yoga, Reiki, o comunque attività di rilassamento e/o gestione dello stress.
Indicata ed efficace, in questo senso, intraprendere una attività sportiva.
Stretching mandibolare .
Gli esercizi muscolari mandibolari si sono rivelati utili sia per ridurre il bruxismo che l'ipertensione.
La loro reale efficacia deve essere ancora valutata appieno, ma gli studi preeliminari, condotti da alcune università italiane, si stanno dimostrando decisamente incoraggianti.
Biofeedback .
E' l'innovativa strada che proponiamo come prima scelta terapeutica nei casi di bruxismo della veglia, anche in associazione a un bite rigido notturno nei casi di concomintante malfunzionamento mandibolare.
Si attua attraverso una app del telefonino, ideata dalle università italiane che studiano il fenomeno.
Si chiama BRUX-APP
BruxApp funziona come un sistema di biofeedback “just-in-time” per il bruxismo diurno. In orari configurabili invia segnali casuali (vibrazione/suono) che interrompono l’automatismo e ti chiedono “com’è ora la tua mandibola?” (rilassata, contatto dentale, serramento, spinta, ecc.).
La notifica è il feedback: ti ricorda di tornare alla posizione di riposo (labbra a contatto, denti separati, lingua al palato) e di rilassare i muscoli.
Ogni risposta viene registrata, così vedi pattern e orari a rischio, utile per impostare strategie (pausa, stretching, reminder posturali).
Nel tempo, l’attenzione ripetuta sullo stato mandibolare riduce la frequenza dei comportamenti parafunzionali per condizionamento.
Le finestre orarie possono essere personalizzate; l’obiettivo non è “bloccare il bruxismo”, ma aumentare consapevolezza e controllo nei momenti in cui tende a comparire.
